...in sha Allah!

Dedicato all'araba che è in me.

domenica, 24 settembre 2006

Buon Ramadan

Postato da: samira2 alle 00:54 | link | commenti (3) |

lunedì, 04 settembre 2006

(ANSA) - TEL AVIV,4 SET - Per le ebree timorate la danza del ventre e' disdicevole e non conciliabile con la loro fede.
E' la 'sentenza senza appello' di un rabbino . Tutto e' nato dalla domanda di una giovane religiosa e un maestro di dottrina che risponde ai quesiti correnti sul un sito online di questioni rabbiniche Moriah. La giovane aveva chiesto se le era lecito esibirsi in una danza del ventre di fronte alle amiche, completamente vestita, e all'interno di un appartamento. Divieto assoluto dal religioso

.....mbhà...

Postato da: samira2 alle 21:46 | link | commenti |

venerdì, 01 settembre 2006

Non posso fare altro che ricordarlo...anche se con un copia e in colla.

Definito il Balzac arabo ha dato l’ultimo saluto oggi nella sua inseparabile città l’unico premio Nobel arabo del mondo
Si è spento Nagib Mahfuz

Non aveva abbandonato la sua città, Il Cairo, neanche quando la Jihad islamica lo aveva condannato a morte.
Nagib Mahfuz si era attirato le attenzioni dei fondamentalisti islamici con "I ragazzi del nostro quartiere", romanzo a lungo censurato in Egitto e in Libano. Il libro era del 1959, ma le prime minacce di morte arrivarono un anno dopo il Nobel, a maggio dell'89.
Poi la Jihad passò alle vie di fatto. Mahfuz nel 1994, nel sesto anniversario del giorno in cui venne insignito del Nobel,  viene aggredito con due coltellate. Colpito alla gola, si salvò per miracolo. E anche allora non pensò mai di abbandonare la sua città e tantomeno si piegò ad accettare una scorta, spiegando pubblicamente: "Potrebbe disturbare la mia vita e sconvolgere le mie abitudini quotidiane".
Dopo la guarigione, Mahfuz, all'epoca settantasettenne, continuò instancabile il suo impegno letterario e anche civile.
Non stupisce quindi che la famiglia dello scrittore, una decina di giorni fa, avesse declinato l'offerta di farlo curare negli Stati Uniti. Fu la moglie in quell'occasione a far sapere pubblicamente che lo scrittore novantaquattrenne ormai alla fine,  avendo sempre vissuto in Egitto,  "preferisce farsi curare fra le sue due figlie, i suoi fratelli e i suoi amici".
Mahfuz, ricoverato per un'emorragia dovuta ad un'ulcera, era in  terapia intensiva, fino a quando oggi è sopraggiunta la notizia della sua morte.
Tra gli scrittori più noti e considerati del suo paese, Mahfuz aveva raggiunto la popolarità in Italia proprio inseguito al premio Nobel, di cui fu insignito nel 1988, stabilendo peraltro un piccolo primato tutt'ora imbattuto. Egli è, infatti, l'unico scrittore di lingua araba ad aver ricevuto questo prestigioso riconoscimento. Oltre ad essere un valente romanziere, Mahfuz si era distinto per l'attività di commediografo e sceneggiatore. Inoltre per anni esercitò anche la professione giornalistica, collaborando con le maggiori testate egiziane.
Nato nel 1912, laureato in letteratura e filosofia, Mahfuz esordì con "Abas al akdar", ma il successo di pubblico e di critica arriva parecchi anni più tardi. Dopo il colpo di stato in Egitto del 1952, lo scrittore  non pubblicò per ben cinque anni. Il suo nome è poi legato al  ciclo narrativo sulle esperienze della sua generazione, intitolato "Hams el ghihinun", trilogia che riscosse molto successo anche da noi in Italia.
In Italia,  le prime opere del Nobel egiziano sono pubblicate da Feltrinelli nel 1989 (il romanzo "Il vicolo del mortaio" e la raccolta "Racconti del nostro quartiere"). Mentre la trilogia "Hams el ghihinun" è stata mandata alle stampe dall'editore Tullio Pironti, con tre titoli di successo: "Il palazzo del desiderio", "Tra due palazzi" (oltre 50mila copie vendute nel nostro paese) e "La via dello zucchero". Ricordiamo anche le pubblicazioni della romana Newton e Compton con la suggestiva epopea attraverso la quale il faraone Ahmose riuscì a liberare la sua terra dall'invasione degli Hyksos in "La battaglia di Tebe", la storia sul faraone eretico "Akhenaton", la battaglia per preservare la dinastia di Cheope dalla caduta in "La maledizione di Cheope" e "Rhadopsis. La cortigiana del faraone". Ricordiamo anche la bella raccolta dei "Racconti dell'antico Egitto" in cui, dalla credenze popolari, l'autore prende gli eventi e ne fa delle storie a metà strada tra la favola e la narrazione storica e il romanzo mozzafiato "Il giorno in cui fu ucciso il leader" diventato best seller nei mesi successivi alla morte del presidente egiziano Sadat.
Notizia dell'ultimo minuto, la romana Newton e Compton Editori ha intenzione di pubblicare di qui a poco un ultimo inedito dell'autore ma è un mistero su quale sia l'opera in questione.
(Scritto il 30/08/2006)

Postato da: samira2 alle 22:40 | link | commenti |
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